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Giotto: un artista
toscano per la sede papale di Bologna
Dell’imponente “nobile castiello” di Porta Galliera,
progettato come degna e sontuosa residenza del papa, non ci sono
pervenute precise descrizioni anche se della sua magnificenza
e ricchezza attestano alcune antiche fonti. Lo conferma anche
il coinvolgimento di alcuni dei più rinomati artisti del
momento, in larga misura forestieri, chiamati per conferire all’impresa
un carattere di assoluta “straordinarietà”
rispetto alla tradizione locale. Per decorare la perduta “cappella
magna” , destinata alle celebrazioni papali, oltre allo
scultore pisano Giovanni di Balduccio, venne chiamato il fiorentino
Giotto, come ci informa un commento trecentesco alla Divina Commedia
il quale parlando del maestro ricorda che “...molte delle
opere sue, si truovano, non solamente a Firenze, ma a Napoli,
et Roma et Bologna...”, alludendo inoltre all’attività
svolta dall’artista per il cardinale legato, per cui dipinse
appunto una cappella, oggi perduta.
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